INDAGINE CONOSCITIVA IN MATERIA DI FONDI INTEGRATIVI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Il quadro del Servizio Sanitario Nazionale nel nostro Paese non è tra i più confortanti. Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad una diminuzione della spesa totale destinata alla prevenzione
· della disponibilità dei posti letto, passato, 10 anni, da 4 per 1.000 a 3,4 per 1.000
· del personale, mancano all’appello 6.000 medici, che diventeranno 50.000 entro il 2030.

Altri fattori di criticità sono: le lunghe liste di attesa, la carenza dell’assistenza extra ospedaliera per gli anziani e dell’assistenza domiciliare per i malati oncologici, il malfunzionamento delle strutture sanitarie.

Inoltre, i costanti tagli al SSN non hanno prodotto i risparmi sperati a causa delle corruzione, degli sprechi e della malagestione.

Secondo il 29° Rapporto Italia di Eurispes, le categorie che hanno dovuto tagliare di più le spese sanitarie sono:

  • i cassaintegrati
    · i soggetti in cerca di nuova occupazione
    · i soggetti in cerca di prima occupazione
    · le casalinghe
    · i pensionati
    · gli occupati
    · gli studenti.

Proposte di Adiconsum
In queste situazioni di disagio possono inserirsi i fondi sanitari integrativi, offerti da enti, associazioni, società di mutuo soccorso, compagnie assicurative, iscritte nell’Anagrafe Fondi sanitari integrativi, istituita presso il Ministero della Salute. Di questi fondi usufruiscono i lavoratori dipendenti, anche se la copertura totale o parziale delle spese medico-sanitarie sostenute dipende dai piani sanitari sottoscritti dall’azienda.

I Fondi sanitari integrativi devono svilupparsi in un’ottica di supporto e di complementarietà al SSN, sfrondando la loro offerta da prestazioni futili ed aumentando la copertura di quelle aree di bisogno lasciate scoperte dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), soprattutto per quanto riguarda le malattie croniche e quelle che portano ad una non autosufficienza.

Altro nodo da sciogliere riguarda le convenzioni sottoscritte dai Fondi con strutture dai costi contenuti. C’è bisogno di aprire un tavolo con le Associazioni dei Consumatori per fissare standard qualitativi, nonché metodi e strumenti da utilizzare per le procedure di controllo e di monitoraggio.

Quanto al ruolo dei vari soggetti della sanità integrativa, è necessario trovare il giusto equilibrio per il mix pubblico-privato, con una ristrutturazione globale del sistema, lasciando al pubblico la gestione unitaria della sanità sovrapposizioni, oneri eccessivi e burocrazia, garantendo i LEA e liste di attesa accettabili, e ai fondi il compito di integrare  e completare l’offerta e la capacità assistenziale.

Adiconsum ritiene che lo sviluppo di un modello di welfare innovativo e partecipativo non possa prescindere dal coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori per garantire il rispetto del principio costituzionale del diritto alla salute, in modo sostenibile ed adeguato al cambiamento sociale e demografico in corso.

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