PREVISIONI OPACHE PER L’OCCUPAZIONE

Alla luce della minore crescita prevista del PIL, la previsione per il 2018 e 2019 è stata ridotta sia in termini di numero di occupati, sia di ore lavorate.

La riduzione del tasso di partecipazione fa sì che la stima del tasso di disoccupazione rimanga invariata attestandosi al 10,6% nel 2018 per ridursi al 10,3% nell’anno seguente. In base agli effetti conseguenti tanto al peggioramento dello scenario internazionale quanto alla rimodulazione della manovra di bilancio, il PIL è stimato in aumento dell’1,1 per cento nel 2020 e dell’1,0 per cento nel 2021, un tasso più basso rispetto alle stime di ottobre. Nel prossimo triennio 2019-2021 la crescita del PIL sarà trainata dalla domanda interna e da una moderata ripresa delle esportazioni. I consumi delle famiglie, mostreranno un sentiero di crescita modesto (sotto l’1 per cento), supportato da una dinamica ancora favorevole dei redditi da lavoro dipendente e dai maggiori trasferimenti pubblici derivanti dalle misure di politica sociale programmate dal Governo. In direzione opposta opereranno gli aumenti delle aliquote IVA ancora in essere dopo la disattivazione delle c.d. clausole di salvaguardia per il 2019. La dinamica del mercato del lavoro rimarrà moderatamente positiva con gli occupati previsti in aumento in media dello 0,8 per cento nel triennio 2019-2021 e il tasso di disoccupazione è atteso ridursi gradualmente fino a raggiungere il 9,4 per cento a fine periodo.

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