Missione

– FUTURE RESPECT
Ogni Impresa deve costruire fiducia per recuperare reputazione al sistema produttivo nel suo complesso, in questo momento di sentiment avverso; dopo il progresso di fine millennio, è aumentata la povertà, il divario tra ricchi e poveri, lo sfruttamento incontrollato della natura, l’inquinamento.
Tutte le crisi della storia (politiche, economiche e sociali) hanno avuto in comune piani non sostenibili. La fede nello sviluppo lineare ha impedito strategie diverse.
Tecnologie e globalizzazione, governate dalla finanza, hanno dato allo sviluppo una logica “quantistica”: un intreccio (entanglement) di correlazioni tra fenomeni apparentemente indipendenti, anche distanti, con effetti imprevedibili e indeterminabili.
Prevedere il futuro, anche a breve (come la storia ha dimostrato), è praticamente impossibile; ci stiamo rendendo conto che il FUTURE RESPECT non può prescindere da governance sostenibili; perché solo questa strada costruisce certezze, rigenera equilibri e crea resilienza alla logica “quantistica”.
La strada è potenziare la relazione con i Cittadini (non solo Consumatori) e coniugare l’obiettivo del profitto con quello del bene comune; in particolare offrire competenze per migliorare la qualità della vita, far emergere i talenti nascosti nelle comunità locali e sostenere iniziative per la coesione sociale.
Servono esempi a cui ispirarsi; serve divulgare le migliori pratiche e le specifiche soluzioni validanti, per contribuire al superamento di questa epoca connotata da crescente degrado ambientale, sociale e morale.
L’Impresa solida, che garantisce qualità, ha futuro se dimostra generosità, altruismo e attenzione a chi e cosa gli consente di prosperare; se assolve inoltre un ruolo divulgativo incoraggiando, influenzando comportamenti giusti, anche emulativi, di tendenza positiva.
Questa la base della nostra missione, promuovere la cultura della Sostenibilità; in posizione indipendente e terza, analizzare e semplificare i contenuti dei Bilanci di Sostenibilità, diffonderne una sintesi in maniera diretta presso i Consumatori, per favorire scelte consapevoli, avviando interazioni finalizzate al miglioramento continuo.
Evidenziando le migliori pratiche, la parte positiva di un’Impresa, Consumerlab ha una missione complementare a quella della Associazioni che tutelano i Consumatori dai disservizi, dalle ingiustizie, dalle prepotenze del mercato (le peggiori pratiche, la parte negativa di un’Impresa).

– PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LA SOSTENIBILITÀ A GARANZIA DEL FUTURO
I Consumatori non riescono ad apprezzare i valori sostenibili di un’Impresa; infatti praticamente nessuno conosce i Bilanci/Report dove vengono illustrati.
Eppure le attività svolte per la Sostenibilità hanno acquisito negli ultimi tempi una importanza strategica per la qualificazione di ogni attività produttiva. Infatti le Imprese di rilievo si impegnano a mettere in evidenza le attività svolte per la Sostenibilità valutando l’impatto generato con il proprio lavoro all’esterno e rendicontando quegli effetti collaterali, sociali e ambientali, capaci di avvantaggiare (creando valore condiviso ) e non svantaggiare (eliminando danni, impronte e turbative) terze parti che, direttamente o indirettamente, ne sono coinvolte.
Dette attività servono anche ad innescare un circuito virtuoso in cui la sostenibilità venga posta alla base tanto delle attività produttive quanto delle scelte di consumo.
La Sostenibilità richiesta alle attività produttive influenza la responsabilità civica del Consumatore e di tutta la Comunità. Occorre facilitare, tra Consumatore e Impresa, un dialogo costruttivo e di reciproco beneficio, per favorire comportamenti virtuosi, complementari e connessi, affinché la cultura della Sostenibilità acquisti una prospettiva realistica di successo a tutto campo. La Sostenibilità può diventare asse portante verso il futuro solo se i Consumatori, per primi, ne comprenderanno l’importanza e se, l’esempio delle Imprese migliori contribuirà a renderli più consapevoli.

– VALORIZZARE LA CONDIVISIONE, RENDERE IL CONSUMATORE PROSUMER
Il mercato riconosce maggior successo a quelle attività produttive che hanno un dialogo amichevole e costruttivo con i Consumatori, basato sulla reciproca fiducia e sulla condivisione delle esperienze attraverso un interscambio continuo e costruttivo. Decisamente originale è l’apertura di ConsumerLab a condividere con le Imprese le esperienze, raccolte nel tempo con attenzione e valutate con competenza, rendendo disponibili le speciali metodologie di indagine con cui i Consumatori vogliono essere ascoltati, capiti ed aiutati, quindi soddisfatti.
La logica di fondo è rispondere al cambiamento della sensibilità dei Consumatori, al loro evoluto modo di avere bisogno, desiderare e sognare, quindi di scegliere. In pratica questo metodo si basa sull’ascolto dei Consumatori nel momento in cui sono ingaggiati dal prodotto/servizio, in cui decidono, acquistano e ne valutano l’effetto. Sono proprio i Consumatori, attivi nel coinvolgimento e nella partecipazione, a fornire le informazioni più autentiche e utili; sono questi i cosiddetti prosumer, che danno contemporaneamente valutazioni su come considerano le Imprese, quanto le ritengano credibili, attendibili, convincenti, raccontando e commentando le loro esperienze.
Importante mettere a confronto quello che si dice di un’Impresa con quello che un’Impresa dice di sé stessa per verificarne la lealtà e la trasparenza.
La cura dell’immagine è superata dalla cura della reputazione, che assume un ruolo determinante nella solidità di una Impresa che dimostra una governance sostenibile.

– SVILUPPARE L’ATTENZIONE AL VALORE IMMATERIALE DEL PRODOTTO
La fidelizzazione è una radice che cresce nel terreno della conoscenza effettiva del prodotto, nella condivisione dei valori espressi, nella convergenza degli interessi.
La sensibilità dei Consumatori comincia ad apprezzare il valore immateriale del prodotto (l’emozione esperenziale), quanto la soddisfazione materiale (la gratificazione sensoriale).
Il valore immateriale del prodotto, caratterizzato dalla Sostenibilità, riduce il consumismo valorizzando stili di vita consapevoli, anch’essi caratterizzati dalla Sostenibilità; orienta scelte focalizzate su reali esigenze, rispettose degli altri e dell’habitat comune, rallentando l’egoismo.
La velocità impressa alle interazioni esclude l’approfondimento delle motivazioni inerenti. La velocità impressa alle interazioni rende altresì le prospettive temporali più corte, meno importanti.
La Sostenibilità valorizza le prospettive, ancorandole al lungo periodo, procurando effetti positivi ai comportamenti adottati nel breve periodo.
Un comportamento sostenibile impone al prodotto di essere attento al futuro e dipiegarsi alle reali necessità emergenti dallo sviluppo sociale; sta finendo il tempo delle necessità imposte artificiosamente dall’alto, secondo la convenienza della produzione.

– L’INNOVAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Viviamo nel mito dell’innovazione come unico o principale strumento per garantire sviluppo e consumi crescenti, per tutti. Eppure, dopo il progresso di fine millennio, è aumentata la povertà, il divario tra ricchi e poveri, lo sfruttamento incontrollato della natura, l’inquinamento.
Sappiamo che, comunque, serve l’innovazione.
Ogni Impresa deve innovarsi per rimanere competitiva e garantire un futuro per sé e per tutti.
La scienza deve allinearsi la futuro. Il futuro deve scandire la metrica di ogni applicazione tecnologica nello sviluppo dei modelli di business.
La perdita di ideologie, la mancanza di risorse economiche disponibili a debito e la complessità dei tempi rendono indispensabile il pensiero critico per scegliere consapevolmente con attenta capacità di discernimento, di approfondimento, di elaborazione condivisa.
L’innovazione deve essere sostenibile. Deve in pratica lavorare tenendo conto della realtà, valutando preventivamente opportunità e criticità, mettendo al centro il benessere della società e il suo habitat.
Dobbiamo puntare a una tecnologia che potenzi l’uomo senza prenderne il posto; che unisca e non divida, che equipari e non differenzi, che favorisca relazioni umane, giuste e solidali.
L’influenza digitale, ad esempio, mentre ci rende multitasking, favorisce l’istinto a scapito della razionalità, degrada l’attenzione e la capacità di concentrazione; altera la radicazione mnemonica e deforma la comprensione dei contenuti; crea comunità artefatte che hanno l’effetto pratico di isolare le persone dalla realtà, accellerando polarizzazioni semplificate e comportamenti compulsivi. Crea sopratutto miti e aspettative distorte, quindi emarginazione dalla realtà, con effetti di frustrazione e rabbia.
L’innovazione deve trovare soluzioni e applicarle per il benessere diffuso, oggi per domani.
Sappiamo che la scienza, la tecnologia, il digitale sono degli ingredienti dell’innovazione che non bastano.
a garantire uno sviluppo equilibrato, che non pregiudichi il futuro. L’innovazione deve essere funzionale allo sviluppo sostenibile.